Project Halium, un progetto open source per portare Linux su Mobile con base comune

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Project Halium, un progetto open source per portare Linux su Mobile con base comune

Molti utenti Android avanzati preferiscono le custom rom, ovvero rom basate sul firmware originale del proprio produttore oppure basate direttamente sui sorgenti Android, in modo da avere a disposizione nuove funzionalità, magari non previste nel firmware originale, oppure semplicemente per la voglia di “provare a smanettare” sul proprio dispositivo. Inoltre, le custom rom rappresentano un prezioso aiuto per garantirsi aggiornamenti di Sistema anche dopo i due anni garantiti dal produttore.

Ad ogni modo, per molti dispositivi originariamente venduti con Android OS, sono nati alcuni sistemi operativi alternativi, come Ubuntu Touch e Sailfish OS, che in comune con Android avevano solo il Kernel, e neppure identico. La difficoltà nello sviluppo di questi OS alternativi non ne ha permesso una penetrazione evidente, ma con Project Halium questo potrebbe cambiare.

Difatti, il progetto Halium mira a raccogliere gli sviluppatori delle community di Ubuntu Touch, Sailfish OS, ed altri progetti open source come Web OS, Lune OS, o KDE Plasma Mobile, per porre fine a tale problematica e metter a fattor comune lo sviluppo dei vari progetti, eterogenei tra loro. Tutti i sistemi operativi citati utilizzano in realtà diversi Android sources e metodologie per la compilazione, ma a conti fatti tutti questi OS mirano allo stesso obiettivo, raggiungibile in modi differenti.

Il presupposto del progetto è che molte componenti dei vari OS Linux Based (non Android ma per Mobile) potrebbero NON essere separate, in quanto tutte mirano ad effettuare il Boot mediante i drivers binari di Android. Quindi, l’obiettivo di Halium è di sviluppare una base Linux comune, che potrà esser utilizzata dai vari progetti per effettuare il boot dei sistemi operativi. Questo significa raggiungere una standardizzazione delle build (Kernel Linux) e dell’Android HAL (Hardware Abstraction Layer), col supporto dei driver Android mediante Libhybris, ed di un set standard delle componenti dell’user space. Ovviamente, le decisioni riguardanti l’interfaccia di alto livello sono rimandate ai singoli progetti, ma la base (basso livello) dovrà esser condivisa nella sua totalità.

La Community è appena nata, ma si è già deciso che l’impegno verso la base condivisa sarà supportata da una comunicazione efficiente tra i vari progetti (Ubuntu Touch, Sailfish OS..), e che mirerà in prima istanza allo sviluppo di Libhybris, per poi passare all’abilitazione delle singole componenti hardware, ed infine l’apertura del progetto a tutti i Devs che ne vorranno fare il porting sui vari devices.
Attenzione, i device iniziali di riferimento saranno:

  • Google Nexus 5;
  • Google Nexus 5X;
  • Oneplus One.

…Ma via via se ne aggiungeranno ulteriori! Ovviamente, il rilascio delle sorgenti complete da parte dei produttori è una prerogativa necessaria perché si possa lavorare su Halium, ed è per questo che i primi dispositivi di sviluppo siano appunto dei Nexus ed OPO.

Nel caso siate interessati al progetto, sia come supporter che come Devs, potrete facilmente entrare nel mondo Halium mediante:

Con Halium si potrebbero eliminare le catene dello sviluppo GNU/Linux su dispositivi attualmente dotati di sistema operativo Android, e questa non può che essere una splendida notizia!