Deepin v20 – Download e guida post installazione

Dopo mesi di attesa, la Wuhan Deepin Technology Co. Ltd ha ufficialmente rilasciato Deepin v20, inizialmente in versione beta ma che ben presto diverrà stable, così da poter essere aggiornata senza alcun problema direttamente da Deepin 15.11.

Per chi non lo sapesse, la società che sviluppa Deepin Linux ha sede a Wuhan, epicentro della pandemia COVID-19 e, di conseguenza, gli sviluppi sono stati fortemente impattati..

In prima istanza, tutte le note di rilascio potrete leggerle al seguente link:

In aggiunta all’annuncio, sottolineo come questa Beta NON presenti ancora tutte le mie localizzazioni in italiano.

Piccolo conciso, prima di proseguire, vi invito ad informarvi, perché l’ignoranza è una brutta bestia: in passato, Deepin è stata accusata di spyware, in quanto utilizzava il servizio CNZZ (del tutto simile a Google Analytics) per raccogliere info sull’uso del Deepin Store. Il tutto non è più presente, come dimostrato da chi è stato il primo a puntare il dito:

Fatta questa fondamentale premessa, potete solo immaginare come ad ogni rilascio vi siano persone pronte a puntare il dito..

Ad ogni modo, per quanto concerne il download della ISO, il consiglio è quello di utilizzare dei repo internazionali, ossia:

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A differenza delle precedenti guide, non consiglio la modifica del Source.List, almeno per ora che il sistema è in Beta ed i Repo non sono perfettamente allineati, in quanto si dovrebbe avere un allineamento dei Repo Apricot (albicocca) a quelli di Debian 10 “Buster” solo in un secondo momento. Nel caso voleste ignorare questo mio consiglio, mediante un “Debian Source.List Generator” potrete trovare i Repo ufficiali di Debian Buster da aggiungere.

Duplichiamo il Source.List generando un Source.List.d:

sudo cp /etc/apt/sources.list /etc/apt/sources.list.d/sources.list

Apriamo quest’ultimo in editing:

sudo nano /etc/apt/sources.list.d/sources.list

Eliminiamo tutto il contenuto (con CANC) ed incolliamoci quanto segue:

## Repo di Debian
deb [arch=amd64] http://ftp.it.debian.org/debian/ stable main contrib non-free
deb [arch=amd64] http://ftp.it.debian.org/debian/ stable-updates main contrib non-free
deb [arch=amd64] http://security.debian.org/ stable/updates main contrib non-free

Premere quindi “Salva“ (CTRL+O), ed uscire dal Source.list.D (CRRL+X).

In risultato dovrebbe essere il seguente:

Se un domani voleste eliminare tutti i Repo aggiuntivi in questione, vi basterà dare da terminale:

sudo rm /etc/apt/sources.list.d/sources.list

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Proseguiamo ora all’aggiornamento della Distro, dal nuovo Pannello di Controllo oppure dal Terminale (CTRL+ALT+T):

sudo apt update && sudo apt full-upgrade -y

Fatto ciò, occorre preoccuparsi dei Driver video, avendo preventivamente scaricato dallo Store l’app Deepin Graphic Driver Manager:

  • Aprite il Deepin Store;
  • Cercate il Deepin Graphic Driver Manager;
  • Selezionate il miglior driver disponibile: per questo punto non esiste una vera e propria guida, in quanto dipende dalla configurazione hardware in uso!

Per quanto riguarda il browser Chromium/Chrome, abilitate l’accelerazione hardware, passando da Impostazioni -> Mostra impostazioni avanzate (in basso, oppure digitate nella barra degli indirizzi: chrome://settings/system) -> Usa accelerazione hardware quando disponibile.

A questo punto, vediamo di estendere le funzionalità del Deepin Terminal (per i nostalgici del “sudo add-apt-repository ppa:nome_del_repo”), digitando da terminale:

sudo apt install software-properties-common

Installiamo poi Dir MNGR, DKMS e Build-Essential:

sudo apt install dirmngr dkms build-essential

Come noterete, nel Deepin File Manager non risulta più visibile l’opzione “Apri come Admin”, cosa che risolverete in maniera abbastanza semplice installando questo file DEB, cortesemente messo a disposizione da LVTommy e Lidanger:

Nel caso vi interessasse una gestione utenti differente rispetto quella offerta dal Control Center di Deepin, vi consiglio Gnome System Tools:

sudo apt install gnome-system-tools

Una volta installato, troverete l’app “Utenti e Gruppi” direttamente nel Launcher.

Per chi volesse tenere sotto controllo le temperature, consiglio xsensor:
sudo apt install xsensors

Nel caso aveste problemi con schede Realtek:
sudo apt install firmware-realtek

Per problemi con schede di rete Intel:
sudo apt install firmware-iwlwifi

Per quanto riguardi i driver Intel / AMD:
sudo apt install firmware-linux-nonfree

Nel caso stiate utilizzando un PC portatile, TLP potrà aiutarvi nel gestire al meglio l’autonomia:

sudo apt install tlp tlp-rdw

..Ed una volta installato:

sudo tlp start

Per chi fosse interessato ai Fonts core di Windows:

sudo apt install ttf-mscorefonts-installer

Installiamo poi Flash player:

sudo apt install flashplugin-nonfree

Proseguendo, nel caso volessimo utilizzare software di multimedia, potrebbero tornare utili i seguenti pacchetti:

sudo apt install libdvd-pkg libdvdread4 python3 

..Al termine, digitare:

sudo dpkg-reconfigure libdvd-pkg

Riguardo la Suite per l’ufficio, su Deepin è preinstallato WPS Office, ma molti preferiranno Libre Office, installabile in lingua italiana con il seguente comando:

sudo apt install libreoffice libreoffice-l10n-it

…E nel caso vi consiglio di installare anche il tema icone Sifr ed il layout GTK per meglio integrarlo in Deepin:

sudo apt install libreoffice-style-sifr libreoffice-gtk2

Di seguito un elenco di alternative ai software più blasonati:

  • Gimp, alternativa ad Adobe Photoshop:

sudo apt install gimp gimp-plugin-registry gmic gimp-data-extras

  • Krita, sempre come alternativa ad Adobe Photoshop:

sudo apt install krita

  • Natron, alternativa ad Adobe After Effect:

sudo apt install natron

  • Lightworks, alternativa ad Adobe Premiere:

sudo apt install lightworks

  • RawTherapee, alternativa ad Adobe Lightroom:

sudo apt install rawtherapee

  • BlueFish, alternativa ad Adobe Dreamweaver:

sudo apt install bluefish

  • Inkscape, alternativa a Corel Draw:

sudo apt install inkscape

  • Blender, alternativa a 3DsMax:

sudo apt install blender

  • OpenSCAD, alternativa ad Autodesk AutoCAD:

sudo apt install opescad

Nel caso vogliate avere un’alternativa al Deepin Store, vi consiglio di installare Gdebi:

sudo apt install gdebi

Per la gestione pacchetti, non dimenticatevi di Synaptic:

sudo apt install synaptic

Per chi fosse interessato, consiglio Evince (per editing di PDF, Postscript, djvu, tiff, dvi, XPS, SyncTex support with gedit, cbr, cbz, cb7 e cbt):

sudo apt install evince

Nel caso siate utenti iPod/iPhone/iPad ed abbiate problemi di gestione, vi ricordo che potrete utilizzare iFuse per permettere la lettura corretta del filesystem dei dispositivi Apple (il pacchetto contiene anche drivers aggiuntivi):

sudo apt install ifuse

Una volta installato iFuse, vi basterà gestire il terminale con Banshee o Rhythmbox!

Passiamo ora a Flatpak, con i dovuti repo ed aggiornamento:

apt install flatpak xdg-desktop-portal-gtk xdg-desktop-portal gnome-software gnome-software-plugin-flatpak

flatpak remote-add --if-not-exists flathub https://dl.flathub.org/repo/flathub.flatpakrepo

flatpak remote-add --if-not-exists nuvola https://dl.tiliado.eu/flatpak/nuvola.flatpakrepo

flatpak update

I comandi relativi a Flatpak vi faranno apparire due nuove app nel launcher, dovrete semplicemente utilizzare quella chiamata “Software” per cercare le vostre app preferite!

Nel caso siate interessati ad utilizzare le app in formato SNAP, ossia la metodologia di pacchettizzazione ideata da Canonical comprensiva di dipendenze, non dovrete far altro che aprire il terminale e:

sudo apt install snapd

Il pacchetto pesa circa 30,5 mega..E successivamente:

sudo snap install hello

..Che è un primo comando con il quale si installerà il framework Ubuntu core di 75 mega.

A questo punto riavviete e provate a digitare sul terminale “hello“, dovrebbe comparirvi la scritta “Hello world” che vi confermerà l’installazione di Snap, come da immagine seguente.

Da questo momento potrete installare i pacchetti Snap semplicemente col comando:

sudo snap install nome_pacchetto

Infine, vi ricordo i link della Community Italiana: